IL SONNELLINO POMERIDIANO FA BENE. ECCO PERCHE'!

 

IL SONNELLINO DEL POMERIGGIO È IMPORTANTE PER I BAMBINI CHE RIELABORANO LE ESPERIENZE E SI RICARICANO DI ENERGIE. ECCO COME SFRUTTARLO BENE SENZA COMPROMETTERE IL SONNO NOTTURNO

 

Sebbene in passato i benefici del sonnellino pomeridiano siano stati messi in discussione, recenti ricerche dimostrano che la pennichella fa bene sia per agli adulti che ai bambini. Da studi condotti di recente è emerso infatti che dormire per un certo lasso di tempo nel pomeriggio produca numerosi effetti positivi sul cervello, migliorando la memoria e la capacità di concentrazione e permettendo di recuperare il senso di benessere. 

Tutto ciò a patto di non esagerare: il pisolino infatti dovrebbe durare al massimo 20 minuti. Se al contrario la pennichella si prolunga per più tempo può interferire con i normali ritmi sonno-veglia e diventare così tutt'altro che benefica, soprattutto per coloro che hnno problemi a dormire con regolarità durante la notte. 

Gli esperti spiegano che durante la giornata, in particolare nella fascia oraria che va dalle 14 alle 16, si verifica un fisiologico abbassamento della capacità di attenzione e vigilanza. Mentre la mattina siamo molto attenti e vigili, nel primo pomeriggio si apre una porta del sonno, indipendentemente dai pasti, ed è per questo che il pisolino, soprattutto durante le stagioni calde, è una risposta ai ritmi fisiologici dell'organismo. 

Ma per i bambini valgono gli stessi parametri? In generale sappiamo bene quanto siano importanti il sonno e il riposo per i neonati e i bambini. Anche nel caso dei bambini il sonnellino del primo pomeriggio è da considerare assolutamente positivo, con qualche differenza rispetto a ciò che vale per gli adulti. Gli esperti raccomandano il sonnellino fino ai tre anni di età del bambino perchè, oltre a permettere il recupero delle energie spese nella prima parte della giornata, favorisce l'apprendimento e lo sviluppo dei processi cognitivi. Durante il riposo il piccolo elabora le emozioni vissute e le informazioni che ha ricevuto attraverso le varie attività della mattina, i giochi e il contatto con i coetanei e gli adulti che fanno parte del suo ambiente di vita. 

Per quanto riguarda la durata del sonnellino non ci sono regole precise: alcuni bambini si “ricaricano” durante un riposo di mezz'ora o un'ora, altri hanno bisogno di dormire più a lungo. In genere i bambini si autoregolano e si svegliano da soli. Tuttavia se il riposo pomeridiano si protrae troppo a lungo può ritardare l'ora della nanna alla sera o provocare problemi di insonnia durante la notte. In questo caso è bene permettere comunque al piccolo di dormire il pomeriggio provvedendo a svegliarlo dolcemente dopo un certo lasso di tempo.

 

Bambini da 0 a 3 anni

Le Coliche

23.10.2012 01:19

Le coliche del neonato

 

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Le coliche rappresentano uno dei più comuni disturbi nei primi tre mesi di vita del neonato. Ecco qualche aiuto per capire come si presentano, quali sono le possibili cause e come intervenire

 

Con il termine coliche ci si riferisce a crisi di pianto intense e prolungate, apparentemente inspiegabili, che possono presentarsi nei neonati nei primi 3-4 mesi di vita, generalmente nelle ore serali o comunque fra il tardo pomeriggio e le prime ore della notte.

In presenza di questi segnali è bene anzitutto consultare il pediatra per escludere problemi di altro tipo quali fame, reflusso gastroesofageo, mal d'orecchi, allergie ecc.

 

Esclusi questi fattori, è molto probabile che il medico vi dica che si tratta di coliche che, sebbene mettano a dura prova i genitori causando loro stress e stanchezza, sono destinate a scomparire entro il quarto mese di vita del piccolo.

Impariamo a conoscerle meglio e scopriamo insieme le soluzioni naturali per porre rimedio a questo problema...

 

 

Le cause più comuni delle coliche

 

  • L'intestino del bambino

Una possibile causa può essere legata al fatto che l'intestino del neonato deve ancora "imparare" a funzionare correttamente e la sua flora batterica non è ancora pienamente formata.

Inoltre, possono essere responsabili alcune allergie o intolleranze alimentari, soprattutto quelle alle proteine del latte o al lattosio che possono causare disturbi all'apparato digerente.

 

  • La dieta della mamma

È importante chiedere al pediatra le indicazioni per la dieta che la mamma deve adottare per evitare che il suo bambino abbia le coliche; infatti con l'allattamento al seno alcune componenti degli alimenti assunti dalla mamma possono passare al bambino.

Bisognerebbe quindi eliminare, o almeno ridurre, quegli alimenti che possono causare fermentazioni, come cavoli, asparagi, carciofi, lieviti (in pane, pizza ecc.).

 

  • L'ansia e lo stress dei genitori

Oltre alle cause organiche, esistono poi fattori legati all'interazione madre-bambino e all'ambiente familiare: le coliche possono infatti essere più frequenti se i genitori sono inesperti o ansiosi.

 

 

Cosa fare quando il bambino piange

  • Per prima cosa verificare che il pianto non sia provocato da pannolino sporco, troppo caldo o freddo.
  • Prendere poi in braccio il piccolo e provare a cullarlo tenendolo a pancia in giù.
  • Si può provare a praticare un massaggio in senso orario, oppure mettere un cuscinetto d'erbe (in erboristeria) riscaldato in forno, sul pancino.

  •  Le ultime ricerche hanno evidenziato che il fermento lattico vivo L. reuteri migliora il comfort gastrointestinale e riduce il rischio di coliche gassose. Il pediatra potrebbe consigliare la somministrazione di questo fermento lattico al piccolo. 

     

 

La situazione in Italia nei nidi!

18.10.2012 16:38

 

La situazione dei nidi in Italia non è rosea. Secondo gli ultimi dati Istat, nell’anno scolastico 2010-2011 soltanto il 14% dei bambini di 0-3 anni ha trovato posto in un servizio pubblico per la prima infanzia (asili nido e servizi integrativi), contro il 33% fissato come obiettivo dalla Ue entro il 2010 e il 60-70% dei Paesi nordici. 

Ma esistono scarti enormi tra il Nord e il Sud d’Italia: i valori passano dal 2,4 e 2,7% rispettivamente in Calabria e Campania, al 27,6 e al 29,4% dell’Umbria e dell’Emilia Romagna. 

In alcune città le strutture sono state affidate alle cooperative: è il caso di Torino dove 9 nidi comunali sono passati di mano con la completa sostituzione dell’organico. Così 650 bambini non ritroveranno le loro educatrici.

Voi Che ne pensate??

Io per esempio essendo una ragazza madre disoccupata quindi non riesco a permettermi di mandare mia figlia in un asilo nido diciamo che al posto di essere agevolata e il mio comune pagare la rate mensili e trovare il posto alla bambina è impossibile, roba da non credere,,, e io mi sto impegnando a trovare lavoro, ma se mi devo portare ogni volta la bimba dietro quando ho dei colloqui, come fanno a prendermi??...

 

Musica Per i neonati !!!

 

 

Ecco perché i canoni di composizione distinguono i vari stili che caratterizzano il vivere sociale.


 

Tra gli stili si evidenziano i seguenti: folkloristico, espressionistico (linguaggio oggi molto usato per tutte le situazioni passionali e psicologiche moderne), leggero, impressionistico, romantico, galante, classico (dall’espressione veramente profonda e travolgente) e sacro che invita al raccoglimento, alla devozione, alla meditazione intima e profonda.

Oggi, sempre di più, si sta affermando anche lo stile “puro” rivolto alla gestante e al nascituro.

La distinzione tra uno stile musicale e un altro si basa su elementi scientifici, cioè sui primi principi naturali della estesiologia musicale:

  • lo spazio tonale quale sede delle percezioni sonore;
  • le immagini sonore che si formano nello spazio tonale in relazione ai rispettivi stimoli;
  • le qualità secondarie delle consonanze - dissonanze e delle intonazioni – stonature che le immagini sonore acquistano in relazione alla posizione reciproca che assumono nello spazio tonale.

Da questi principi naturali della estesiologia emergono delle strutturazioni quali la scala diatonica, la tonalità, la modalità, il ritmo, il metro, il tempo e l’armonia.

Pertanto gli stili sopra indicati derivano dalle applicazioni particolari di queste strutturazioni.

Lo stile “puro”, pensato per la gravidanza e il neonato evidenzia il suo semplice aspetto formale “melodico e armonico” e la sua bellezza espressiva, facendo provare piacevoli sensazioni.

Musica efficace per il rilassamento, per la meditazione e soprattutto per la diminuzione di ansia e di stress.

Tale musica pensata per la gestante, che vive in un’atmosfera divina le gioie della maternità, e per il nascituro, non può e non deve essere che “pura”.